Librerie di casa :SLAVOJ ZIZEK IN DIFESA DELLE CAUSE PERSE





«'L’era delle grandi narrazioni è finita', 'Abbiamo bisogno di un "pensiero debole" contrapposto a ogni fondazionalismo', 'In politica non dobbiamo più aspirare a sistemi onnicomprensivi e a progetti di emancipazione globali, ma solo a forme specifiche di resistenza e intervento': se il lettore avverte una pur minima simpatia per queste affermazioni, smetta di leggere e metta da parte questo libro».


Siamo nel mezzo di un processo di corruzione morale: coloro che detengono il potere stanno letteralmente cercando di spezzare una parte della nostra ossatura etica, di attenuare e dissolvere ciò che rappresenta probabilmente la più grande acquisizione della civiltà, la crescita della nostra sensibilità morale spontanea.



La rivoluzione globale è una causa persa? I valori universali sono reliquie di un'età perduta o di un'epoca superata? Per paura dell'orrore totalitario che abbiamo alle spalle, siamo costretti a rassegnarci a una misera terza via fatta di liberismo in economia e di pura amministrazione dell'esistente in politca?
Nella sua opera maggiore degli ultimi anni, che ha acceso feroci controversie nel mondo inglese e ne ha consacrato il successo presso un vasto pubblico, il cecchino filosofico Slavoj Žižek mira all’ideologia regnante, sostenendo che dobbiamo riappropriarci di numerose «cause perse» e cercare un nocciolo di verità nelle politiche totalitarie della modernità. Perché se è vero che i Terrori di Robespierre, di Mao e dei bolscevichi si sono rivelati catastrofici fallimenti, questo giudizio non racconta tuttavia l’intera storia: in ciascuno di essi è presente un’aspirazione di «redenzione», che va del tutto persa nelle società liberaldemocratiche, con il loro (proclamato) rifiuto dell’autoritarismo e la loro (ipocrita) esaltazione di una politica soft, consensuale e decentralizzata.
Le ricette? Žižek non lesina massimalismi e ripropone in declinazioni contemporanee ma senza attenuazioni le categorie di giustizia rivoluzionaria e uguaglianza universale. Il risultato è una salutare staffilata d’utopia, un balsamo di rara forza per i nostri giorni angusti e le nostre menti rese asfittiche dal pensiero unico, un libro capace di guardare con occhi nuovi ai più vari fenomeni culturali e politici del mondo d’oggi e di farci «pensare l’impensabile» con strumenti impensati. Un libro che rischia molto, certo, e che sfida la possibilità della disfatta, in nome di quanto scriveva Samuel Beckett in Worstward Ho: «Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio».


***

«Nella tradizionale tazza tedesca il buco in cui la merda sparisce dopo aver tirato lo sciacquone è di fronte, così che la merda prima galleggi affinchè la si possa annusare e ispezionare per trovarvi le tracce di un’eventuale malattia; nella tazza tipicamente francese, invece, il buco è dietro – cioè la merda è supposta sparire il più presto possibile; infine, nei paesi angloamericani  la tazza presenta una sorta di sintesi, una mediazione tra i due poli opposti – la tazza è piena d’acqua, così che la merda vi galleggi visibile ma non ispezionabile. […] Così, sarebbe facile per uno studioso affermare, durante una tavola rotonda, che viviamo in un universo post-ideologico – ma nel momento in cui, dopo l’incandescente discussione, va al gabinetto, ecco che si ritrova di nuovo immerso fino al collo nell’ideologia». ( S. Žižek, L’epidemia dell’immaginario, Meltemi editore, Roma 2004, p. 9) 
***


Il succo del libro può essere così riassunto in una domanda retorica: la violazione programmatica degli attuali diritti umani (diritti del capitale) può portare all’affermazione dei veri diritti umani (diritti dell’individuo che gli impediscano di sfruttare altri individui)?

Altro che causa persa



****

Žižek: “Liberalismo e fascismo sono le due facce della medaglia Trump”

Žižek sostiene la natura perversa del capitalismo e la sua sostanziale impossibilità di  essere il modello che regola le nostre vite: 

"In altre parole, fintanto che rimarremo nel capitalismo, anche se allarghiamo il concetto di   capitale fino a includere l’intera realtà, questa realtà continuerà a funzionare come un   indifferente e quindi sacrificabile sfondo il cui ruolo è di servire a fare profitti. "

Ciò che di norma non viene messo in questione è la cornice liberal-democratica stessa. Lo  scopo esplicitamente dichiarato o meno – è quello di democratizzare il capitalismo, di estendere  il controllo democratico sull’economia mediante la pressione dei media, inchieste parlamentari,  regolamentazioni più severe, inchieste della polizia ecc. Ma la cornice democratica dello Stato  (borghese) rimane la vacca sacra che anche le forme più radicali di «anticapitalismo etico» (…)  non osano mettere in discussione

Commenti

Post popolari in questo blog

Ashley Shew Futuri accessibili Disabilità e tecnologia Prefazione di Fabrizio Acanfonra

La Mela Nella Cultura Celtica

Settimana Santa 2025: non più verso Gerusalemme ma verso Gaza.Riflessione pacata ma senza ipocrisia.