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In un maestoso scenario nordico, Kerstin Ekman ci regala una storia sul rapporto tra uomo e natura. Con una punta di giallo.

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Kerstin EKMAN ESSERE LUPO TRADUZIONE DI: Carmen Giorgetti Cima PRIMA EDIZIONE: 12 ottobre 2022 Ho visto un lupo: è la frase che Ulf, cacciatore ed ex ispettore forestale ormai settantenne, rimugina ma non riesce a confessare a nessuno da quando, all’alba del primo giorno dell’anno, appostato nella sua vecchia roulotte, ha avvistato un maestoso esemplare. Qualcosa scatta dentro di lui e Ulf, uno degli uomini più rispettati nel villaggio della Svezia profonda dove vive, avverte una connessione sempre più forte e intima con l’animale. Sono entrambi cacciatori, entrambi solitari, ma allora perché lui si sente un intruso? Perfino il ricordo delle prime esperienze nei boschi insieme al padre, un tempo fonte di gioia, cambia sapore, così come svanisce l’orgoglio per i suoi diari di caccia, che ora sembrano solo una lista di uccisioni. E non bastano l’empatia asciutta e pratica della moglie, la loro confortevole quotidianità fatta di amore e abitudini, non bastano la fedele compagnia del suo c...

Prossimo acquisto Michael von Albrecht-Due piccole tragedie,raccoglie due composizioni drammatiche in lingua latina, costruite con rigore metrico sulla tradizione romana

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dal sito della casa editrice  Ci sono studiosi che conoscono i classici, e poi c'è Michael von Albrecht: professore emerito di Filologia classica all'Università di Heidelberg, autore di una delle storie della letteratura latina più autorevoli del Novecento, capace di fare qualcosa di raro — scrivere in quella letteratura, non solo su di essa. Due piccole tragedie, nella collana Calligraphia, raccoglie due composizioni drammatiche in lingua latina, costruite con rigore metrico sulla tradizione romana: L'elefantino di Annibale, ispirata a Silio Italico, e Cesare nel bosco di Marsiglia, che si nutre di Lucano. Von Albrecht non imita: dialoga. Porta al testo antico la consapevolezza di chi viene dopo, di chi sa cosa è accaduto — ai personaggi, alle lingue, alle civiltà — e trasforma questa distanza in profondità drammatica. A rendere accessibile il tutto interviene Aldo Setaioli, professore emerito all'Università di Perugia e latinista di primissimo piano, con una traduzion...

Ashley Shew Futuri accessibili Disabilità e tecnologia Prefazione di Fabrizio Acanfonra

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La tecnologia viene spesso presentata come la risposta naturale alla disabilità: un dispositivo, una protesi, un intervento capace di “aggiustare” il corpo e ricondurre la vita entro una norma condivisa. Ma chi decide che cosa va corretto, secondo quali criteri e con quali conseguenze concrete per le persone coinvolte? In Futuri accessibili Ashley Shew entra nel cuore di questa narrazione dominante e la mette radicalmente in discussione, con uno sguardo lucido, diretto e mai astratto. Il libro prende avvio da una domanda tanto semplice quanto scomoda: quando la tecnologia promette di migliorare le vite delle persone disabili, mantiene davvero questa promessa? Attraverso il concetto di “tecnoabilismo“, Shew mostra come l’innovazione tecnologica non sia né neutra né automaticamente emancipativa. Protesi, dispositivi assistivi e soluzioni digitali sono spesso progettati a partire da standard rigidi di normalità, che f iniscono per escludere, imporre adattamenti forzati e spostare il peso ...

Cime abissali DI ALEKSANDR ZINOV'EV--Quel che smaschera è niente a paragone di quel che già si sa.

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L etto questo brano del manoscritto, il Sociologo disse all'Imbrattatele  che  lo Schizofrenico avrebbe ricevuto una bella lavata di capo. Perché, si stupì l'Imbrattatele. Come perché, si stupì a sua volta il Sociologo.  Qui dentro non si fa che parlare di noi. Ma se c'è non una sola parola che indichi che si sta parlando di noi, disse l'Imbrattatele.  Non sono mica scemi, disse il Sociologo: ipocrisia, oppressione, disinformazione, trascuratezza e via di questo passo — anche un bambino capirebbe di chi si  vuol parlare. E il Sociologo raccontò l'aneddoto dell'uomo che gridava: “Vanitoso  imbecille!” e  venne arrestato per offesa al Direttore Capo, sebbene egli sostenesse di avere in mente un collega, giacché tutti sapevano chi era il vanitoso imbecille. Questo però è illegittimo: non si può dire  che una persona sta  parlando di noi semplicemente perché qualcuno trova che ciò che  essa  dice può venire attribuito anche a noi, disse...

Librerie di casa :SLAVOJ ZIZEK IN DIFESA DELLE CAUSE PERSE

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«'L’era delle grandi narrazioni è finita', 'Abbiamo bisogno di un "pensiero debole" contrapposto a ogni fondazionalismo', 'In politica non dobbiamo più aspirare a sistemi onnicomprensivi e a progetti di emancipazione globali, ma solo a forme specifiche di resistenza e intervento' : se il lettore avverte una pur minima simpatia per queste affermazioni, smetta di leggere e metta da parte questo libro». "  Siamo nel mezzo di un processo di corruzione morale: coloro che detengono il potere stanno letteralmente cercando di spezzare una parte della nostra ossatura etica, di attenuare e dissolvere ciò che rappresenta probabilmente la più grande acquisizione della civiltà, la crescita della nostra sensibilità morale spontanea. La rivoluzione globale è una causa persa? I valori universali sono reliquie di un'età perduta o di un'epoca superata? Per paura dell'orrore totalitario che abbiamo alle spalle, siamo costretti a rassegnarci a una misera ...

Settimana Santa 2025: non più verso Gerusalemme ma verso Gaza.Riflessione pacata ma senza ipocrisia.

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Mi permetto da cittadino repubblicano e da prete cristiano di dissentire allorquando, in sede di "comoda" analisi e confronti sulla questione palestine si invoca  l a complessità della situazione. Ma essa complessità, se invocata, deve essere invocata sin dall'inizio della questione palestinese e da quell'inizio ad oggi e domani ... Al di là della legittimità politica e giuridica dello stato di Israele che, recentemente, è stato dall'attuale governo, definito in modalità costituzionale come lo stato degli ebrei, è chiaro che si è in presenza da sempre di una colonizzazione forzata ed illegale di territori. mai giuridicamente assegnati allo stato degli ebrei e in presenza di un'aggressione militare nei territori della presenza e della diaspora palestinese con la finalità di azzerarne l'esistenza.   In questo ambito il governo di Israele/la quasi totalità dei governi di Israele è definibile come progettualità di neocolonialismo totale e di annientamento dell...

La Mela Nella Cultura Celtica

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IL SIMBOLO DEL MELO NEL CELTI: SIGNIFICATO E SIMBOLOGIA DELL’ALBERO DEL MELO Il suo frutto è conosciuto praticamente da sempre: basti pensare ad Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre, ma anche all’antica Grecia, prima della guerra di Troia, quando le tre dee dell’Olimpo, Era, Atena ed Afrodite, incaricano Paride di scegliere la più bella tra loro, per assegnarle la mela d’oro. Ma oltre alla mela, anche l’albero di  melo  riveste  nella storia un ruolo di primo piano ,  in particolar modo nella cultura celtica , secondo la quale  ogni albero  che vive  sulla terra  svolge una  doppia funzione: da un lato  è emblema di  poteri magici, dall’altro dimora per le fate che popolano i boschi e le foreste . Simbolo  di  immortalità e fertilità , di  purezza e maternità , il  melo  era  utilizzato dai celti   per realizzare le bacchette magiche dei Druidi  – la leggendaria casta sacerdotale –  ed il ...